La piaga dei diplomifici: la cultura legata al giogo del dio denaro

I diplomi diventano merce di un'imponente rete commerciale truffaldina.

“Basta pagare e ottieni il titolo”

Questo potrebbe essere lo slogan adatto ad un fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio, soprattutto nel sud Italia. Si tratta della diffusione sempre più preponderante dei “diplomifici”, istituti che rilasciano titoli di studio a pagamento. La scuola paritaria nasce apparentemente come alternativa a quella pubblica. Tuttavia, a volte diventa un vero e proprio strumento di lucro, con la formazione degli studenti subordinata alle richieste economiche della scuola.

La diffusione del fenomeno

Il fenomeno dei “diplomifici” sembra essere più diffuso nelle regioni meridionali. La Campania, secondo Tuttoscuola, si classifica al primo posto di questa infelice classifica, seguita da Lazio e Sicilia. Questa problematica però riguarda tutto il Paese. Ad esempio, la Guardia di Finanza di Bologna ha recentemente disposto la chiusura di un centro studi del capoluogo emiliano.

Questo centro chiedeva 6 mila euro per rilasciare diplomi facili. Questa associazione a delinquere, formata da 10 persone, si serviva di intermediari, ingaggiati per promuovere gli istituti paritari. I docenti di questi istituti spesso non sono pagati e non hanno contratti.

Ottengono solo il tanto agognato punteggio utile per le graduatorie ad esaurimento, ma questo elemento non risulta sempre veritiero. A volte alcuni titoli di servizio, ottenuti nelle scuole private senza riscontro reale, sono stati utilizzati per accedere alla scuola pubblica. Di conseguenza, alcuni docenti e assistenti amministrativi sono stati licenziati dopo i controlli da parte delle scuole in cui lavoravano. Poiché il loro servizio dichiarato nelle scuole paritarie non risultava svolto.

La battaglia contro queste losche istituzioni continua. Con il decreto-legge 45 del 2025 sono stati attuati controlli rigorosi per contrastare questa piaga sociale. Di conseguenza, sono avvenute revoche di parità scolastica in numerosi istituti. Tali revoche, nei mesi precedenti, erano avvenute in Sicilia, Calabria e Campania.

Il fenomeno dei diplomifici sembra essere più diffuso nelle regioni meridionali

 

Ma cos’è che spinge i genitori ad affrontare certe spese ?

La convinzione che pagare per il diploma sia meno faticoso che seguire il proprio figlio e spronarlo nello studio? La banale voglia di ottenere tutto e subito? O perché si sentono più furbi degli altri? E lo Stato perché non pone un freno a questo fenomeno fraudolento? Forse perché è complice? Chi ha autorizzato l’apertura di un numero così elevato di istituti imbroglioni?

L‘unica certezza è l’auspicio che si possano attuare delle misure drastiche contro chi specula sull’istruzione e non offre una formazione adeguata. Queste misure sono necessarie per fare in modo che i giovani reduci dalla scuola statale, che si sono realmente impegnati, non vengano scavalcati nel mondo del lavoro dai loro “colleghi”. Questi ultimi hanno ottenuto un pezzo di carta in maniera illecita ma non hanno alcuna competenza.

Giovanni Fratta

 

Angri. Riparte la Libreria Sociale della Pro Loco

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Autore

  • Sono Giovanni. Sono laureato in Filologia, Letterature e Storia dell' Antichità. Sono appassionato di letteratura, storia , musica, calcio e tanto altro, ma mi interessano tutte le tematiche, ad esempio cultura generale, attualità, cronaca, introspezione dell'animo umano e altro ancora.

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Sono Giovanni. Sono laureato in Filologia, Letterature e Storia dell' Antichità. Sono appassionato di letteratura, storia , musica, calcio e tanto altro, ma mi interessano tutte le tematiche, ad esempio cultura generale, attualità, cronaca, introspezione dell'animo umano e altro ancora.

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