Il talento della necessità: filosofia partenopea di Palma Piscopo

Tra impegno e sopravvivenza: l'arte di vivere nel presente nei vicoli di Napoli.

Napoli l'arte di arrangiarsi - IA

L’arte di arrangiarsi è talento? Se per talento si intende fare qualcosa in maniera naturale, senza sforzo, spontaneamente, allora chi si arrangia è senza dubbio talentuoso.

Chi è dotato di tali capacità fida sull’intuizione, sull’intelligenza sveglia che gli fa captare l’affare o la risoluzione di un problema. Il popolo napoletano è il prototipo del modo di arrangiarsi, una vera e propria arte che viene percepita negativamente, una limitazione, come se non voglia impegnarsi in progetti difficili e scelga di vivere alla giornata, in modo apatico e senza sforzi.

La “dote” del partenopeo nasce da secoli di dominazione straniera, di vessazioni, di crisi economiche. I vicoli di Napoli riflettono la condizione di chi vive nel presente, nei bassi, dove non si può pensare al domani, ma all’istante e l’impossibilità di pianificare il futuro genera il talento. L’arte di arrangiarsi si tramuta in creatività, in improvvisazione, in solidarietà e il caffè sospeso diventa il simbolo della condivisione, un piccolo gesto di chi fa del vicolo l’appendice della propria abitazione.

Questa è la filosofia di vita che si coglie nelle opere di napoletani famosi, in particolare nelle commedie di Eduardo che non sono folklore, ma umanità perché la gente di Napoli, le strade e i vicoli costituiscono una fonte di continua ispirazione per chi scrive. Da Napoli Milionaria a Questi Fantasmi il grande drammaturgo dipinge i vicoli come personaggi vivi e descrive la gente comune che “si arrangia” e prende la vita “come viene,” come un lavoro precario, dal momento che l’esistenza non è a tempo indeterminato!

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